C’era una volta in Fototeca
C’era una volta, nascosto tra “il dimenticatoio” e le “hidden gem” della Fototeca, un fondo sorprendente di immagini fluo e psichedeliche: il fondo Color G. Per anni conservato in contenitori sparsi, reclamava attenzione. Finalmente, il momento è arrivato.
Questo fondo – parte integrante della ricerca visiva di Ando Gilardi – è stato incluso nel Catalogo Ragionato Digitale dedicato all’autore. Composto da circa 2060 diapositive di vari formati, il 9 gennaio 2024 è stato affidato all’Atelier per i Beni Fotografici di Daniela Giordi per un complesso intervento di conservazione e digitalizzazione durato oltre un anno.
L’operazione ha comportato l’estrazione, la pulitura e il ricondizionamento delle pellicole, separandole dai supporti originali e riunendo — non senza ironia — le numerose “varianti familiari” che contraddistinguono i Color G. È in questa fase che Giordi ha definito queste immagini “psichedeliche”, tanto per la loro natura quanto per l’effetto che producono su chi le maneggia.
Tra fine 2024 e inizio 2025 l’Archivio ha ricevuto i lotti di restituzione, avviando l’ottimizzazione dei file e la catalogazione dei metadati: molti materiali sono già disponibili online, mentre il lavoro continua.
Ma cos’è un Color G? Nel 1968 la 3M sviluppò il processo Color-Key, che permetteva di ottenere immagini a colori arbitrari tramite emulsioni colorate. Gilardi, affascinato, ne superò i limiti: nel suo laboratorio elaborò un metodo per combinare maschere e filtri, sovrapponendo texture o altre immagini per generare gamme cromatiche potenzialmente infinite. La “G” non può che essere la sua: Gilardi.
Oggi questo straordinario fondo analogico è finalmente al sicuro e pronto a rivelare tutto il suo potenziale. Fototeca Gilardi ha deciso di condividerlo, certa che i Color G diventino una preziosa risorsa visiva per studiosi, grafici, ricercatori e appassionati





