In mostra i vincitori della Call for Project Scenari Alpini. Paesaggi e comunità della Lombardia fra tradizioni e futuro, promossa dal Museo di Fotografia Contemporanea con il contributo di Regione Lombardia, nell’ambito del programma dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026.
Museo Nazionale di Fotografia | 01.02.2026 > 03.05.2026
Con la mostra Scenari Alpini. Paesaggi e Comunità di Lombardia, a cura di Matteo Balduzzi, il Museo Nazionale di Fotografia (MUNAF) è protagonista dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026. Realizzata con il sostegno di Regione Lombardia, l’esposizione presenta sette progetti di artisti visivi, vincitori dell’omonima Call for Project promossa dal MUNAF.
Le opere spaziano dalla fotografia al video, dall’installazione multimediale all’indagine etnografica, offrendo una lettura profonda e articolata della montagna lombarda, intesa come spazio fisico, culturale e sociale.
In Tessere domande – saperi, parole e spazio pubblico, Stefano Boccalini riattiva in modo collettivo i saperi della tessitura e del ricamo a Monno, in Valle Camonica. Chiara Brambilla e Luca Mosso, con Understory Voyeur, realizzano nei boschi della Valmalenco un’installazione che testimonia un’attitudine non antropocentrica nei confronti della natura.
Le trasformazioni del territorio legate ai Giochi Olimpici a Bormio e Livigno sono al centro di Cronotopi dell’abitare: trasformazioni temporali e spaziali nelle Alpi, progetto di Alessandro Dini e Yirong Wu.
Le donne delle comunità di Ornica e Valtorta ispirano Custodi del tempo verticale di Benedetta Ristori.
Francesco Merlini crea una connessione tra Madesimo, il comune italiano più lontano dal mare, e la poesia di Giosuè Carducci in Never Seen the Sea.
In Puro Visibile, Alessandro Laita e Chiaralice Rizzi rielaborano i riti del fuoco di Ponte Nossa e Ardesio, in Val Seriana, utilizzando l’intelligenza artificiale come strumento di ricerca artistica.
Infine, Luca Vigliani e Tomaso Clavarino, con Hide and Seek, riflettono sulle presenze mitologiche, ancestrali e contemporanee, in Val Masino e Val di Mello.
Ad aprire il percorso espositivo negli spazi del Museo è l’opera Rhônegletscher 02 (2006) del maestro altoatesino Walter Niedermayr: una veduta del ghiacciaio del Rodano con lo sbocco della grotta artificiale scavata al suo interno, in cui emergono con evidenza il confronto tra dimensione naturale e artificiale, l’assoggettamento delle alte quote alle logiche della fruizione turistica e le tracce pervasive della presenza umana.
L’allestimento della mostra, a cura di Studio Folder, è un progetto site specific, modulare, sostenibile e temporaneo, ideato per le sale di Villa Ghirlanda.
La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da Silvana Editoriale con book design di Studio FM Milano, che raccoglie approfondimenti sulle opere e testi critici dei membri della giuria della Call for Project: Davide Rondoni, Presidente del Museo; Matteo Balduzzi, curatore scientifico del Museo; Benedetta Cestelli Guidi, storica e critica della fotografia (docente presso l’Università La Sapienza di Roma); Renato Ferlinghetti, docente di Geografia presso l’Università degli Studi di Bergamo; Walter Niedermayr, artista e fotografo.




