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	<title>RETE FOTOGRAFIA &#187; Archivio Storico Intesa Sanpaolo</title>
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	<description>Rete per la Valorizzazione della Fotografia</description>
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		<title>Dall’Europa al Perù. Fotografie di Antonello Gerbi (1930-1948)</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 15:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Archivio Storico Intesa Sanpaolo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Pubblicato il nuovo volume della collana dei “Quaderni fotografici dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo&#8221; Presentazione: Sabato 12 settembre ore 14.30, Festivaletteratura di Mantova, Politecnico di Milano, Polo di Mantova INFO All’interno del programma del Festivaletteratura di Mantova, sabato 12 settembre alle ore 14.30 presso il Politecnico di Milano, Polo di Mantova, si terrà l’evento dal titolo... <a class="moretag" href="https://www.retefotografia.it/event/dalleuropa-al-peru-fotografie-di-antonello-gerbi-1930-1948/">Read more &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2026/09/2026_Quaderno_Gerbi-Peru_copertina-Serena-Berno.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9724" alt="2026_quaderno_gerbi-peru_copertina-serena-berno" src="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2026/09/2026_Quaderno_Gerbi-Peru_copertina-Serena-Berno-640x651.jpg" width="640" height="651" /></a><br />
Pubblicato il nuovo volume della collana dei “Quaderni fotografici dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo&#8221;</p>
<p><strong> Presentazione</strong>: Sabato 12 settembre ore 14.30, Festivaletteratura di Mantova, Politecnico di Milano, Polo di Mantova</p>
<p><a href="https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/stories/dall-europa-al-fotografie-antonello-gerbi-1930-1948" target="_blank">INFO</a></p>
<p style="text-align: justify;">All’interno del programma del Festivaletteratura di Mantova, sabato 12 settembre alle ore 14.30 presso il Politecnico di Milano, Polo di Mantova, si terrà l’evento dal titolo Antonello Gerbi e il Nuovo Mondo, in collaborazione con l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo. L’incontro è stato organizzato in occasione dell’uscita del volume e vedrà la partecipazione della curatrice del volume Maria Matilde Benzoni, di Sandro Gerbi e della scrittrice peruviana Gabriela Wiener, in un dialogo dedicato ai temi dell’identità, della memoria e della rappresentazione dell’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Dall’Europa al Perù. Fotografie di Antonello Gerbi (1930-1948)&#8221; è il titolo del nuovo volume della collana “Quaderni fotografici dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo”, nata nel 2012 per far conoscere e valorizzare il ricchissimo patrimonio fotografico conservato nell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo. Il quarto volume della collana è dedicato alle fotografie scattate in Europa e in Perù fra 1930 e 1948 da Antonello Gerbi, capo dell’Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana, costretto dall’autunno del 1938 a un lungo esilio a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista. Curato da Maria Matilde Benzoni, docente di storia e esperta di studi interculturali, e corredato dai saggi del figlio di Antonello Gerbi, Sandro, giornalista e saggista, e di Serena Berno, curatrice della Sezione fotografica dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo, il libro edito da Allemandi pubblica una selezione di oltre 160 immagini, che consente di seguire la formazione e la progressiva maturazione del linguaggio visivo di Gerbi come fotografo amatoriale, capace di tradursi in un intenso racconto fotografico del Perù. Ne emerge il ritratto di un osservatore attento e originale, capace di utilizzare con una sensibilità non comune la macchina fotografica come mezzo di espressione, ma anche come strumento di conoscenza e di indagine legate alla propria attività intellettuale e professionale. Attraverso l’obiettivo registra persone, luoghi e situazioni, restituendo una visione del mondo al tempo stesso personale e universale. Il volume è articolato in una serie di approfondimenti tematici e in tre gallerie fotografiche. La prima mette a confronto la pratica fotografica amatoriale di Gerbi in Italia e in Perù, evidenziando le principali matrici culturali e le griglie visive adottate da Gerbi; la seconda esplora i molteplici aspetti della realtà peruviana osservati e documentati attraverso il suo obiettivo, restituendo l’ampiezza dei suoi interessi e delle sue ricerche sul campo; la ter­za, infine, propone una selezione di immagini dedicate all’America settentrionale, offrendo uno sguardo sulle modalità con cui Gerbi interpretò e rappresentò quei contesti. Il libro include una mappa dei luoghi visitati da Gerbi in Perù, che consente di ricostruire geograficamente il percorso dei suoi viaggi e delle sue esplorazioni. Il libro dunque valorizza un fondo fotografico amatoriale di notevole rilevanza, parte di un vero e proprio archivio familiare donato dalla famiglia Gerbi all’Archivio Storico Intesa Sanpaolo comprendente 126 faldoni d’archivio, pubblicazioni, oggetti personali: è composto da ben 25.000 fotografie databili tra i primi anni del Novecento e i primi del Duemila composto da 375 pellicole fotografiche negative 35 mm pervenute in rullo (oltre 12.000 fotogrammi), circa 350 negativi 10&#215;12 cm, 68 album contenenti oltre 6.500 fotografie e più di 1.300 provini a contatto, 4.000 stampe fotografiche sciolte, circa 550 diapositive a colori e alcune centinaia di cartoline.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Diana Markosian. Replaced</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Archivio Storico Intesa Sanpaolo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Torino, Gallerie d&#8217;Italia &#8211; Torino, Museo di Intesa Sanpaolo Dal 10 aprile al 6 settembre 2026 Le Gallerie d’Italia – Torino presentano, dal 10 aprile al 6 settembre 2026, la mostra Diana Markosian. Replaced, a cura di Brandei Estes, un progetto dellagiovane artista dedicato alla memoria del primo amore e al sentimento della “sostituzione”. Diana Markosian è una delle... <a class="moretag" href="https://www.retefotografia.it/event/diana-markosian-replaced/">Read more &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2026/04/Unknown-copia.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9381" alt="unknown-copia" src="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2026/04/Unknown-copia-640x248.jpeg" width="640" height="248" /></a></p>
<p>Torino, Gallerie d&#8217;Italia &#8211; Torino, Museo di Intesa Sanpaolo<br />
Dal 10 aprile al 6 settembre 2026</p>
<p style="text-align: justify;">Le Gallerie d’Italia – Torino presentano, dal 10 aprile al 6 settembre 2026, la mostra <i>Diana Markosian. Replaced</i>, a cura di Brandei Estes, un progetto dellagiovane artista dedicato alla memoria del primo amore e al sentimento della “sostituzione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Diana Markosian è una delle giovani protagoniste della scena fotografica contemporanea internazionale. Il progetto <i>Replaced</i> prende avvio dall’innocenza delprimo amore e si sviluppa attraverso luoghi e tempi diversi, tra ricordo e ricostruzione, dove la macchina fotografica diventa al tempo stesso testimone e strumento di indagine emotiva. Nel momento in cui i luoghi e i gesti del passato vengono riattivati, la memoria si rivela instabile, mettendo in discussione l’idea stessa di unicità dell’esperienza amorosa.</p>
<p style="text-align: justify;">In un gesto radicale, l’artista ingaggia un attore per interpretare l’uomo del suo passato e ricostruisce scene di intimità e di rottura, muovendosi sul terreno incerto della memoria, dove il desiderio modifica e trasforma i ricordi. Il lavoro diventa così un atto di riappropriazione della propria storia, un tentativo di abitare ancora, per un istante, ciò che è stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Più che un racconto del passato, <i>Replaced</i> è un esercizio di presenza: un modo per guardare direttamente ciò che è stato finché il ricordo, da ferita aperta, si trasforma in parte della propria esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso un film &#8211; adattato per la sala immersiva delle Gallerie d’Italia di Torino &#8211; e una serie di fotografie che combinano rievocazione sceneggiata e autofinzione,l’artista ha ricostruito la relazione durata oltre un decennio, interrogando la fragilità del mito romantico e il disorientamento che segue alla sua fine.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra, realizzata su committenza originale da Intesa Sanpaolo, è inserita nell’ambito della terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival di cui Intesa Sanpaolo è Partner Istituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Immagine: © Diana Markosian, Dalla serie Replaced, 2026ù</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno</title>
		<link>https://www.retefotografia.it/event/nick-brandt-the-day-may-break-la-luce-alla-fine-del-giorno/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:49:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Archivio Storico Intesa Sanpaolo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Torino, Gallerie d&#8217;Italia &#8211; Torino, Museo di Intesa Sanpaolo Dal 18 marzo al 6 settembre 2026 Le Gallerie d&#8217;Italia &#8211; Torino presentano la mostra Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno, curata da Arianna Rinaldo e aperta al pubblico dal 18 marzo al 6 settembre 2026. Il progetto The Day May Break, iniziato nel 2020, comprende... <a class="moretag" href="https://www.retefotografia.it/event/nick-brandt-the-day-may-break-la-luce-alla-fine-del-giorno/">Read more &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2026/04/Fatuma-Ali-Bupa-Kenya-2020.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9375" alt="fatuma-ali-bupa-kenya-2020" src="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2026/04/Fatuma-Ali-Bupa-Kenya-2020-640x481.jpg" width="640" height="481" /></a></p>
<p>Torino, Gallerie d&#8217;Italia &#8211; Torino, Museo di Intesa Sanpaolo<br />
Dal 18 marzo al 6 settembre 2026</p>
<p style="text-align: justify;">Le Gallerie d&#8217;Italia &#8211; Torino presentano la mostra <i>Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno</i>, curata da Arianna Rinaldo e aperta al pubblico dal 18 marzo al 6 settembre 2026.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto The Day May Break, iniziato nel 2020, comprende una serie di circa 60 opere suddivise in quattro capitoli che ritrae persone e animali colpiti dal cambiamento climatico, dal degrado e dalla devastazione ambientale, mettendo in luce l’impatto profondamente sproporzionato che la crisi climatica esercita sulle popolazioni più vulnerabili del pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la prima volta, alle Gallerie d’Italia – Torino, tutti e quattro i capitoli di The Day May Break, di cui l’ultimo commissionato da Intesa Sanpaolo, sono presentati insieme, immergendoci in una visione dura ma poetica di ciò che resta, per ora, e che può ancora offrire speranza.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Chapter One</i> (2021), realizzato in Kenya e Zimbabwe, e <i>Chapter Two</i> (2022), realizzato in Bolivia, presentano ritratti potenti e toccanti di persone e animali nello stesso fotogramma, entrambi duramente colpiti da siccità estreme o inondazioni che hanno distrutto case e mezzi di sostentamento. Le fotografie sono state realizzate in diversi santuari e riserve, dove gli animali sono sopravvissuti a ogni sorta di calamità, dalla distruzione dell’habitat al traffico illegale della fauna selvatica.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Chapter Three</i> <i>- SINK / RISE</i> (2023), realizzato nelle Fiji, propone una visione simbolica e pre-apocalittica dell’innalzamento dei mari. I soggetti protagonisti, ripresi direttamente sott’acqua, rappresentano le molte comunità che nei prossimi decenni perderanno case, terre e identità a causa dell’aumento delle acque dovuto al cambiamento climatico.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Chapter Four &#8211; The Echo of Our Voices</i> (2024), realizzato nel deserto della Giordania, ritrae famiglie di rifugiati che hanno lasciato la Siria a causa della guerra e che vivono ancora in uno stato di continuo sfollamento, in un mondo arido in larga parte a causa del cambiamento climatico. In questo capitolo, Brandt offre un commento profondo e delicato sulla resilienza e le connessioni umane di fronte alle avversità.</p>
<p>Immagini:<br />
© Nick Brandt, Fatuma, Ali and Bupa, Kenya, 2020<br />
© Nick Brandt, Serafina at Table, Fiji,2023</p>
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		<title>La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 10:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Archivio Storico Intesa Sanpaolo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Gallerie d’Italia – Milano, Museo di Intesa Sanpaolo Piazza Scala, 6 – Milano 6 febbraio – 3 maggio 2026 Intesa Sanpaolo apre al pubblico nel suo museo delle Gallerie d’Italia – Milano dal 6 febbraio al 3 maggio 2026 la mostra fotografica &#8220;La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956&#8243; a cura di Aldo Grasso, con... <a class="moretag" href="https://www.retefotografia.it/event/la-strada-per-cortina-vii-giochi-olimpici-invernali-1956/">Read more &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2026/02/C181567S_PublifotoMilano_S56410-Serena-Berno.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9158" alt="c181567s_publifotomilano_s56410-serena-berno" src="http://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2026/02/C181567S_PublifotoMilano_S56410-Serena-Berno-640x469.jpg" width="640" height="469" /></a></p>
<p>Gallerie d’Italia – Milano, Museo di Intesa Sanpaolo<br />
Piazza Scala, 6 – Milano<br />
6 febbraio – 3 maggio 2026</p>
<p style="text-align: justify;">Intesa Sanpaolo apre al pubblico nel suo museo delle Gallerie d’Italia – Milano dal 6 febbraio al 3 maggio 2026 la mostra fotografica &#8220;La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956&#8243; a cura di Aldo Grasso, con 86 fotografie, per lo più in bianco e nero, sulle prime olimpiadi ospitate in Italia: le Olimpiadi Invernali di Cortina d’Ampezzo del 1956.</p>
<p style="text-align: justify;">Publifoto seguì ampiamente l’evento, producendo oltre 100 servizi e 1400 fotografie e impegnando sei dei suoi fotografi più esperti. Fu coinvolto principalmente il comparto produttivo dedicato allo sport – il cui archivio è oggi conservato in gran parte presso lo CSAC dell’Università di Parma, da cui provengono numerose fotografie esposte – ma anche quello impegnato nella cronaca e quello sviluppato attorno alle committenze di imprese che investirono risorse nel contesto della manifestazione.<br />
Cortina 1956™ rappresentò un momento decisivo. A pochi anni dalla fine di una guerra perduta, infatti, l’Italia seppe presentarsi sulla scena internazionale come un Paese capace di progettare e realizzare una manifestazione complessa, riconquistando credibilità e visibilità. L’accoglienza di trentadue nazioni, in un contesto segnato dalle tensioni della guerra fredda, e il successo sportivo di atleti provenienti da blocchi diversi, tra cui l’Unione Sovietica al suo esordio, contribuirono a fare dei Giochi un simbolo di apertura e di dialogo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le fotografie documentano con chiarezza questo passaggio. Accanto alle monumentali strutture del Trampolino Italia e dello Stadio del Ghiaccio compaiono operai al lavoro, atleti e turisti, il moderno Centro stampa, la presenza fisica della televisione; ma anche i momenti di attesa, di lavoro e di quotidianità che fecero da sfondo alle gare e la presenza di figure note come Sophia Loren che attirarono l’attenzione sull’evento. Al tempo stesso, emerge un paesaggio nuovo caratterizzato da insegne, manifesti, marchi e cartellonistica: la pubblicità diventa il tratto distintivo di un Paese che si affaccia all’economia industriale, scopre il consumo di massa, e guarda a modelli di benessere e stile di vita fino ad allora poco diffusi.<br />
Un capitolo centrale è dedicato alla dimensione mediatica perché Cortina d’Ampezzo 1956™ fu la prima Olimpiade invernale trasmessa in diretta televisiva, e rappresentò un banco di prova decisivo per la Rai, allora agli inizi della propria storia. La copertura, tecnologicamente avanzata per l’epoca, portò per la prima volta le immagini dei Giochi nelle case di milioni di italiani e, grazie a Eurovision, di cittadini europei, contribuendo a promuovere l’immagine dell’Italia all’estero alle soglie del boom economico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per l’occasione, tutte le fotografie su Cortina d’Ampezzo 1956™ conservate dall&#8217;Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo realizzate dall&#8217;agenzia &#8211; 270 fra bianco e nero e colore &#8211; sono state restaurate, digitalizzate, catalogate e aperte on line alla pubblica fruizione a cura dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo.</strong> <a href="https://asisp.intesasanpaolo.com/publifoto/" target="_blank">SCOPRILE QUI</a></p>
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		<title>Jeff Wall. Photographs</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 15:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Archivio Storico Intesa Sanpaolo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Gallerie d’Italia – Torino, museo di Intesa Sanpaolo Dal 9 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026 A cura di  David Campany Intesa Sanpaolo apre al pubblico dal 9 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026 alle Gallerie d’Italia – Torino la nuova mostra “JEFF WALL. PHOTOGRAPHS”, dedicata a uno dei più significativi e influenti artisti fotografici... <a class="moretag" href="https://www.retefotografia.it/?post_type=event&#038;p=8970">Read more &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2025/11/Jeff-Wall_AfterInvisible-Manby-Ralph-Ellison-the-Prologue_1999-2001-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-8971" alt="jeff-wall_afterinvisible-manby-ralph-ellison-the-prologue_1999-2001-2" src="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2025/11/Jeff-Wall_AfterInvisible-Manby-Ralph-Ellison-the-Prologue_1999-2001-2-640x442.jpg" width="640" height="442" /></a></p>
<p>Gallerie d’Italia – Torino, museo di Intesa Sanpaolo<br />
Dal 9 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026<br />
A cura di  David Campany</p>
<p style="text-align: justify;">Intesa Sanpaolo apre al pubblico dal 9 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026 alle Gallerie d’Italia – Torino la nuova mostra “JEFF WALL. PHOTOGRAPHS”, dedicata a uno dei più significativi e influenti artisti fotografici contemporanei, con la curatela di David Campany scrittore, critico d’arte e direttore creativo dell’International Center of Photography di New York. Jeff Wall (Vancouver, 1946) da oltre 40 anni si muove tra la messa in scena meticolosa e l&#8217;osservazione documentaria, realizzando immagini che esplorano ogni aspetto della società contemporanea. Allo stesso tempo familiari e inquietanti, le sue foto elevano le situazioni di tutti i giorni a scene di sapore quasi onirico, nelle quali è forte la componente dell’immaginazione, della fantasia, persino dell’allucinazione.<br />
Wall affronta le principali questioni sociali e politiche, esplorando i modi complessi in cui esse plasmano le nostre vite. Le tematiche legate alla natura, alla guerra, al genere, alla razza e alla classe ricorrono nei suoi lavori, che a prima vista risultano spesso enigmatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Con 27 opere esposte, la mostra raccoglierà ogni aspetto dell&#8217;opera del fotografo canadese, dalle fotografie più importanti degli anni Ottanta fino a quelle più recenti realizzate nel 2023, raccontandone la realizzazione a più livelli.<br />
Il percorso espositivo propone una selezione significativa dei famosi lightbox di Wall, mutuati dal linguaggio pubblicitario, oltre a stampe in bianco e nero e a colori.<br />
Presentate a grandezza naturale, le sue imponenti immagini sono tra le opere più celebri dell’arte contemporanea, capaci di esercitare un fascino magnetico e misterioso sugli spettatori.<br />
La ricerca di Jeff Wall non è orientata al reportage che cattura l’istante e registra un evento reale («non sono un cacciatore di immagini», ha recentemente affermato): egli lavora con tempi dilatati e, avvalendosi anche delle tecnologie digitali, costruisce elaborati tableau fotografici, messi in scena e illuminati con un processo creativo paragonabile a quello della cinematografia. L’effetto è quello di una fotografia che è stata definita «quasi» documentaria, in quanto la rappresentazione di scene di vita quotidiana deriva sempre da un paziente lavoro di composizione.</p>
<p style="text-align: justify;">INFORMAZIONI UTILI</p>
<p>DOVE: Gallerie d’Italia – Torino, Piazza San Carlo 156, Torino<br />
ORARI: martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 9.30 alle 19.30; mercoledì dalle 9.30 alle<br />
20.30; lunedì chiuso; ultimo ingresso: un’ora e mezza prima della chiusura<br />
TARIFFE: intero 10€, ridotto 8€, ingresso gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni e<br />
prima domenica del mese; ridotto speciale 5€ per under 26 e clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo<br />
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: http://www.gallerieditalia.com, torino@gallerieditalia.com,<br />
Numero Verde 800.167619</p>
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		<title>Tutti pazzi per i Beatles. Il concerto del 1965 a Milano nelle fotografie di Publifoto</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 10:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Archivio Storico Intesa Sanpaolo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Gallerie d&#8217;Italia Milano Piazza della Scala 6 Chiostro ottagono 26 giugno – 7 settembre 2025 Sono oltre 500 le fotografie che l’agenzia fotogiornalistica Publifoto produsse il 23 e 24 giugno 1965: due giornate a loro modo “storiche”, giacché la tournée italiana che portò i Beatles a suonare a Milano, Genova e Roma fra il 24... <a class="moretag" href="https://www.retefotografia.it/?post_type=event&#038;p=8686">Read more &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2025/07/679x462_MUSEODESK-Serena-Berno.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-8687" alt="679x462_museodesk-serena-berno" src="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2025/07/679x462_MUSEODESK-Serena-Berno-640x435.jpg" width="640" height="435" /></a></p>
<h3>Gallerie d&#8217;Italia<br />
Milano Piazza della Scala 6 Chiostro ottagono<br />
26 giugno – 7 settembre 2025</h3>
<p style="text-align: justify;">Sono oltre 500 le fotografie che l’agenzia fotogiornalistica Publifoto produsse il 23 e 24 giugno 1965: due giornate a loro modo “storiche”, giacché la tournée italiana che portò i Beatles a suonare a Milano, Genova e Roma fra il 24 e il 28 giugno resta agli annali come la prima e unica occasione per ascoltare dal vivo i Fab Four in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 23 giugno i Beatles sbarcano a notte fonda alla Stazione Centrale di Milano provenienti da Lione, accolti da 2.000 fan in delirio. Tino Petrelli, uno dei più importanti fotografi dell’agenzia, scatta una fotografia di grande forza: i Beatles sono infatti tutti insieme su una Alfa Romeo Spider (l’organizzazione ne aveva predisposte ben cinque, ma l’enorme folla li costrinse a salire tutti su una sola automobile), circondati dall’affetto di una moltitudine festante. Il giorno seguente si apre con il servizio fotografico sulla terrazza al 6° piano del Grand Hotel Duomo, con le guglie della cattedrale alle loro spalle, e la conferenza stampa; poi i Beatles approdano al velodromo Vigorelli per i due concerti, quello pomeridiano previsto per le 16 e quello serale alle 21.</p>
<p style="text-align: justify;">Publifoto mette in campo ben 7 dei suoi fotografi per documentare l’evento: Sergio Borsotti, Sergio Cossu, Gianfranco Ferrario, Carlo Fumagalli, Benito Marino, Eugenio Pavone e il citato Tino Petrelli. Un investimento non indifferente. Del resto, i Beatles erano un fenomeno mondiale e, ragionevolmente, quotidiani e rotocalchi non avrebbero potuto ignorarlo.<br />
A partire dal 24 giugno, infatti, alcune delle fotografie cominciano a comparire sui quotidiani, “Corriere della Sera”, “Corriere d’Informazione”, “Il Giorno”, “L’Unità”… Accanto alle immagini di George, John, Paul e Ringo – le più famose sono quelle scattate sulla terrazza dell’hotel, oltre naturalmente a quelle sul palco – non mancano le fotografie dei loro fan, a sottolineare un fenomeno di costume che, comunque, andava documentato. E, in attesa delle prime note di Twist and Shout, il brano di apertura dei concerti, i fan attesero i loro beniamini ascoltando le esibizioni dei supporter: Peppino di Capri, Guidone e i suoi amici, i Giovani Giovani, Augusto Righetti e Le Ombre, i New Dada, Fausto Leali e i Novelty.<br />
“Ma chi erano mai questi Beatles”, cantavano gli Stadio: un effimero e stravagante “quartetto musico-vocale” (così sono definiti nello schedario dell’agenzia) o qualcosa di diverso? In Italia, giornalisti, scrittori, intellettuali e, più in generale, quasi tutti coloro che avevano compiuto trent’anni, li giudicò in modo molto superficiale e persino malevolo, senza comprenderne la portata rivoluzionaria. I giovani, invece, ebbero una percezione ben diversa e, in modo più o meno consapevole, anche in Italia come nel resto del mondo, accolsero il fenomeno Beatles e contribuirono alla creazione del loro mito.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione del 60° anniversario di quegli avvenimenti, al Chiostro Ottagono delle Gallerie d’Italia di Milano sono esposti 62 ingrandimenti di negativi tratti dall’Archivio Publifoto.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione della mostra tutte le oltre 500 fotografie relative all’evento sono state restaurate, digitalizzate, catalogate e aperte online alla pubblica fruizione a cura dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo.</p>
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		<title>Patrimoni fotografici pubblici e privati: quali sinergie e opportunità? &#124; Incontro</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2025 09:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Archivio Storico Intesa Sanpaolo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Venerdì 30 maggio 2025, ore 11 – 12.30 Gallerie d’Italia di Torino, piazza San Carlo 156 Torino Accesso libero con prenotazione consigliata a torino@gallerieditalia.com Presentazione del progetto di integrazione del catalogo dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo all’interno del portale delle raccolte fotografiche del Ministero della Cultura. Il focus dell’incontro verterà sulle sinergie attuabili tra enti pubblici e... <a class="moretag" href="https://www.retefotografia.it/?post_type=event&#038;p=8512">Read more &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2025/05/PBL_634957.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-8540" alt="??????????" src="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2025/05/PBL_634957-640x504.jpg" width="640" height="504" /></a></p>
<p>Venerdì 30 maggio 2025, ore 11 – 12.30<br />
Gallerie d’Italia di Torino, piazza San Carlo 156 Torino<br />
Accesso libero con prenotazione consigliata a torino@gallerieditalia.com<br />
Presentazione del progetto di integrazione del catalogo dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo all’interno del portale delle raccolte fotografiche del Ministero della Cultura.</p>
<p>Il focus dell’incontro verterà sulle sinergie attuabili tra enti pubblici e privati e sui benefici conseguibili in un’ottica di salvaguardia, gestione, valorizzazione e fruizione del patrimonio storico fotografico.</p>
<p>Interventi di:<br />
<i>Michele Coppola</i>, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore generale Gallerie d’Italia<br />
<i>Carlo Birrozzi</i>, direttore ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione<br />
<i>Barbara Costa</i>, responsabile Archivio Storico Intesa Sanpaolo<br />
<i>Alessandro Coco</i>, coordinatore del portale delle raccolte fotografiche, ICCD<br />
<i>Federica Brambilla e Serena Berno</i>, archiviste, Archivio Storico Intesa Sanpaolo<br />
<i>Antonella Russo</i>, storica e curatrice della fotografia<br />
<i>Irene Piazzoni</i>, storica, Università degli Studi di Milano</p>
<p><a href="https://www.dropbox.com/scl/fi/odoact4ze51bbp4g8pfq0/20250530_GDI_Archivio_Storico_INVITO-DEF.pdf?rlkey=phunjpnhcdqd1uy8z6fiovsa1&amp;st=ioytb5u2&amp;dl=0">INVITO</a></p>
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		<title>Non ha l&#8217;età. Il Festival di Sanremo in bianco e nero 1951-1976</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 05:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Archivio Storico Intesa Sanpaolo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Teatro Ariston, Sanremo, Piazza Giangiacomo Matteotti 212 PROROGATA FINO AL 22 DICEMBRE 2025 “Non ha l’età”, la mostra sul Festival di Sanremo in bianco e nero negli anni delle edizioni ospitate al Casinò, approda al teatro Ariston dal 18 aprile al 14 ottobre 2025. Il progetto espositivo di Gallerie d’Italia Torino e Intesa Sanpaolo in... <a class="moretag" href="https://www.retefotografia.it/?post_type=event&#038;p=8489">Read more &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2025/04/PBL_419936-Serena-Berno.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8490" alt="pbl_419936-serena-berno" src="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2025/04/PBL_419936-Serena-Berno.jpg" width="169" height="177" /></a></p>
<p>Teatro Ariston, Sanremo, Piazza Giangiacomo Matteotti 212<br />
PROROGATA FINO AL 22 DICEMBRE 2025</p>
<p style="text-align: justify;">“Non ha l’età”, la mostra sul Festival di Sanremo in bianco e nero negli anni delle edizioni ospitate al Casinò, approda al teatro Ariston dal 18 aprile al 14 ottobre 2025.</p>
<p>Il progetto espositivo di Gallerie d’Italia Torino e Intesa Sanpaolo in collaborazione con Intesa Sanpaolo Private Banking, e curata dal critico televisivo Aldo Grasso, presenta 85 fotografie provenienti dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo sulle edizioni del Festival fra il 1951 e il 1976, ultimo anno in cui la kermesse si svolse al Casinò di Sanremo per poi trasferirsi al Teatro Ariston nel 1977, prima edizione trasmessa a colori in televisione.<br />
La mostra è una straordinaria occasione per immergersi nella magia del Festival di Sanremo delle origini. Un viaggio visivo ed emozionale che celebra l’epoca d’oro della musica italiana, un capitolo importante non solo della storia della musica e della televisione, ma anche della storia sociale del Paese. I fotoreporter dell’Agenzia Publifoto intuirono la rilevante portata della manifestazione e, negli anni in cui l’evento fu ospitato nel Casinò di Sanremo, realizzarono oltre 15.000 fotografie del Festival.<br />
Le fotografie in mostra hanno come soggetto principale i “fuori scena”: l’attesa dei cantanti in platea durante le prove; le passerelle degli artisti (anche gli ospiti stranieri) in giro per la città; la produzione degli autografi; il pubblico; gli artisti in sala trucco o ritratti in situazioni curiose, ma anche l’orchestra, la giuria, la sala stampa. Un album di fotografie spesso inconsuete, che ritraggono gli artisti lontano dai riflettori, nei momenti di vita quotidiana che accompagnano le frenetiche giornate del Festival, con un’ingenuità e immediatezza che li fanno sentire sorprendentemente familiari.</p>
<p>L’esposizione è arricchita da contributi video-sonori in collaborazione con Rai Teche e da foto animate, per ogni sezione, con l’ausilio dell’intelligenza artificiale e tecniche di realtà aumentata. Alcuni angoli del percorso saranno caratterizzati da postazioni riportanti elementi e memorabilia dell’epoca come riflettori, telefoni, microfoni, LP e spartiti.</p>
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		<title>Maria Callas. Portraits de l&#8217;Archive Publifoto Intesa Sanpaolo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 17:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Archivio Storico Intesa Sanpaolo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Parigi, Istituto Italiano di Cultura Paris, Hôtel de Galliffet 50, rue de Varenne 10 aprile – 4 giugno 2025 La mostra fotografica dedicata a Maria Callas &#8211; 91 stampe vintage dell&#8217;Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo &#8211; ospitata tra il 2023 e 2024 alle Gallerie d’Italia di Piazza della Scala, museo della Banca a Milano, riapre a... <a class="moretag" href="https://www.retefotografia.it/?post_type=event&#038;p=8449">Read more &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2025/04/02_IIC-CALLAS-COUV-3-250325-Serena-Berno.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-8450" alt="02_iic-callas-couv-3-250325-serena-berno" src="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2025/04/02_IIC-CALLAS-COUV-3-250325-Serena-Berno-640x589.jpg" width="640" height="589" /></a></p>
<p>Parigi, Istituto Italiano di Cultura Paris, Hôtel de Galliffet 50, rue de Varenne<br />
10 aprile – 4 giugno 2025</p>
<p>La mostra fotografica dedicata a Maria Callas &#8211; 91 stampe vintage dell&#8217;Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo &#8211; ospitata tra il 2023 e 2024 alle Gallerie d’Italia di Piazza della Scala, museo della Banca a Milano, riapre a Parigi all&#8217;Istituto Italiano di Cultura.<br />
L&#8217;esposizione privilegia una tipologia di immagini propria di un’agenzia fotogiornalistica: Maria Callas è ritratta principalmente nella quotidianità del ‘fuori scena’ tra il 1954 al 1970.<br />
Maria Callas è certamente la prima cantante lirica a godere di una grande esposizione mediatica e il racconto giornalistico sulla grande artista si affianca a quello della donna dalla vita intensa e tormentata, soprattutto in campo sentimentale rendendola una delle protagoniste della cronaca degli anni Cinquanta e Sessanta. I fotografi la seguivano ovunque, in particolare fuori dalla scena: per strada, al ristorante, in aeroporto o sul megayacht di Onassis, nell’atelier di Biki, nella sua casa milanese e in tribunale, nei giorni in cui si discuteva la causa di separazione dal marito.<br />
La troviamo accanto agli uomini che più di tutti condizionarono la sua vita il marito, l’industriale Giovanni Battista Meneghini, e Aristotele Onassis (è della Publifoto il servizio “scoop&#8221; scattato nei giorni 3-4 settembre 1959 che svela al mondo la loro relazione) ma anche vicino alle amiche e amici di una vita: Antonio Ghiringhelli, Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Franco Zeffirelli, e naturalmente Pier Paolo Pasolini. Le fotografie si offrono come ritagli di realtà ma, nello stesso tempo, rappresentano anche la cerimonia di consacrazione di queste stesse immagini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mitch Epstein. American Nature</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 18:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Archivio Storico Intesa Sanpaolo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Intesa Sanpaolo apre al pubblico la mostra MITCH EPSTEIN. AMERICAN NATURE, la più importante retrospettiva del fotografo americano. L’esposizione, curata da Brian Wallis (CPW-Center for Photography at Woodstock), presenta per la prima volta riunite le serie fotografiche più significative degli ultimi vent’anni di Mitch Epstein in cui esplora i conflitti tra la società americana e... <a class="moretag" href="https://www.retefotografia.it/?post_type=event&#038;p=7822">Read more &#187;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p data-olk-copy-source="MessageBody"><a href="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2024/11/Mostre_Desk-679-L-x-462-H.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-7823" alt="mostre_desk-679-l-x-462-h" src="https://www.retefotografia.it/rf2013/wp-content/uploads/2024/11/Mostre_Desk-679-L-x-462-H-640x435.png" width="640" height="435" /></a></p>
<p data-olk-copy-source="MessageBody">Intesa Sanpaolo apre al pubblico la mostra <strong>MITCH EPSTEIN. AMERICAN NATURE</strong>, la più importante retrospettiva del fotografo americano. L’esposizione, curata da Brian Wallis (CPW-Center for Photography at Woodstock), presenta per la prima volta riunite le serie fotografiche più significative degli ultimi vent’anni di Mitch Epstein in cui esplora i conflitti tra la società americana e la natura selvaggia nel contesto del cambiamento climatico globale: <i>American Power</i>, <i>Property Rights</i> e <i>Old Growth</i></p>
<p>In <i>American Power</i> l’artista si concentra su come le nazioni e gli interessi privati sfruttano la natura, documentando l’impatto della produzione e del consumo di energia sul paesaggio e sulla popolazione degli Stati Uniti. Dal 2003 al 2008 Epstein ha viaggiato per il Paese per fotografare i siti di produzione di combustibili fossili e di energia nucleare, nonché le comunità che vivono accanto ad essi. Nella serie fotografica <i>Property Rights</i>, Mitch Epstein si domanda a chi appartenga la terra e chi ha il diritto di sfruttarne o saccheggiarne le risorse. Queste fotografie indagano le complesse dinamiche della proprietà terriera in un paese basato sull’espansione coloniale e sullo sviluppo industriale. Epstein ha iniziato la serie Property Rights nella riserva Sioux di Standing Rock nel 2017. Le sue conversazioni e le sessioni di ritratti con gli anziani nativi lo hanno ispirato a cercare altri conflitti fondiari, in cui la gente comune ha creato movimenti straordinari per difendere la terra dalle acquisizioni da parte del governo e delle imprese. L’ultima opera di Epstein, <i>Old Growth</i> - di cui si presenta in anteprima una parte commissionata da IntesaSanpaolo &#8211; celebra le antiche foreste sopravvissute in regioni remote degli Stati Uniti. La quasi totalità delle antiche foreste americane, circa il 95%, è stato infatti distrutto nel secolo scorso. Epstein ha deciso di fotografare singoli alberi e biosistemi interdipendenti che sono sopravvissuti per secoli, molti per millenni. Le sue fotografie, di grande formato, immergono i visitatori in una natura selvaggia primordiale non alterata dagli esseri umani, celebrando la maestosità e la resilienza di questi antichi regni viventi ed evidenziando ciò che l’uomo rischia di perdere a causa della crisi climatica. Oltre a queste tre serie fotografiche, nella sala immersiva delle Gallerie d’Italia–Torino, sarà presentato in anteprima il progetto originale di Mitch Epstein <i>Forest Waves</i>, un&#8217;installazione video e sonora delle quattro stagioni nelle foreste del Berkshire. Il video dei boschi che circonderà gli spettatori è accompagnato da una colonna sonora ipnotica dei musicisti Mike Tamburo e Samer Ghadry, registrata in quelle stesse foreste. L&#8217;Arena delle Gallerie d&#8217;Italia-Torino ospiterà inoltre il cortometraggio di Epstein <i>Darius Kinsey: Clear Cut</i>, una raccolta visivamente avvincente di fotogrammi del fotografo di inizio XX secolo Darius Kinsey (1859-1945), che mostra eroici taglialegna in posa accanto a enormi alberi abbattuti nel nord-ovest americano. La proiezione è impostata sulla musica scritta da David Lang.</p>
<p>MITCH EPSTEIN. AMERICAN NATURE<br />
Gallerie d’Italia–Torino, Museo di Intesa Sanpaolo<br />
Dal 17 ottobre 2024 al 2 marzo 2025</p>
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